Noleggio occasionale di imbarcazioni: informazioni e consigli per i velisti

Un contratto di noleggio occasionale si basa su un impianto normativo che consente di noleggiare imbarcazioni da diporto che non hanno un utilizzo commerciale prevalente. In questo post mi rivolgo a chi sta pensando a una vacanza in barca a vela con uno skipper a bordo e a cui è stata offerta questa forma contrattuale, dando degli elementi per valutare la serietà della proposta.

Disclaimer. Questo articolo non ha la pretesa di essere esaustivo ma è il frutto delle mie esperienze personali nell’utilizzo di questa forma contrattuale e delle innumerevoli discussioni che ho avuto con molti operatori del settore. Come spiegato in apertura, mi rivolgo ai clienti; per gli armatori o per chi volesse approfondire anche questo aspetto, ho scritto un altro post che trovate qui.

Un paragone comune per spiegare cos’è il noleggio occasionale

Avete presente quando il proprietario di una casa la affitta ad un altra persona? Bene, è il paragone più efficace e calzante che si possa fare. Questa casa, tipicamente “seconda casa”, non è uno strumento di lavoro per il proprietario ma dandola in affitto percepisce un guadagno. Per procedere a questo “affitto tra privati” rispettando le norme vigenti, entrambe le parti dovranno sottoscrivere un contratto. Inoltre, cosa forse più importante, il proprietario deve consegnare una casa che sia pienamente in regola da tutti i punti di vista.

Il noleggio occasionale di una barca a vela funziona allo stesso modo: il privato armatore concede la sua imbarcazione in noleggio, impegnandosi ad allestirla con tutte le dotazioni di sicurezza previste; il cliente si impegna a seguire i termini del contratto, pagando un corrispettivo e seguendo delle regole. L’armatore si impegna anche a condurre l’imbarcazione o a proporre uno skipper di sua fiducia; in nessun caso la conduzione, e quindi la responsabilità, è affidata al cliente stesso.

Il noleggio occasionale dal punto di vista del cliente

Poiché la barca deve avere tutte le dotazioni di sicurezza e l’assicurazione previste dalla legge per la zona di navigazione concordata, non c’è un motivo per cui un cliente dovrebbe escludere a priori un tipo di contratto del genere:

un’imbarcazione offerta da un armatore privato con un contratto di noleggio occasionale non è in teoria diversa da una di pari livello offerta da una società di charter in locazione “con skipper”.

Se si è già scelto di prendere uno skipper e di non condurre l’imbarcazione, il noleggio occasionale è una delle possibilità da prendere in considerazione.

Come testare la serietà di un armatore

Il problema è capire a chi si affiderà sia la propria sicurezza che la buona riuscita della vacanza tanto desiderata e attesa. Oggi Internet offre la possibilità di vedere qualche video sia della barca che dell’armatore: tutto questo, insieme magari alle raccomandazioni di amici e conoscenti che con quello skipper e in quella barca ci sono già stati, può essere un buon punto a favore.

Tracciabilità dei pagamenti

La serietà si può testare anche da come vengono trattati e gestiti  gli aspetti commerciali. Questo tipo di contratto è stato fortemente osteggiato da “coloro che hanno i titoli” per fare noleggio e indicato da più parti come una fonte di evasione fiscale: in pratica una sorta di concorrenza scorretta e legalizzata nei confronti dei professionisti del settore. Di fronte a tutta questa serie di argomentazioni, dobbiamo sempre ricordarci che i contratti si firmano tra due parti e i pagamenti, in ultima analisi, vengono fatti dal cliente. Se lo skipper-armatore vi chiede, per fare un esempio pratico, 1000 € per 5 giorni in barca e, contemporaneamente, vi dice di fare un bonifico di soli 200 € e che il resto verrà “regolato” in contanti in banchina… beh, non prendetevela con il contratto in sé ma con l’armatore e, se per caso accettate, con voi stessi.

Un armatore serio che utilizza il contratto di noleggio occasionale vi chiederà di pagare esclusivamente via bonifico bancario o altri metodi di pagamento tracciabili. I contanti non sono un’opzione seria se non per le spese di carburante, da valutare a fine noleggio.

Durata dei contratti uguale alla permanenza effettiva a bordo

Un’altra pratica scorretta può essere quella eludere la limitazione dei 42 giorni complessivi di noleggio che la normativa impone all’armatore. Questo può essere fatto facendo contratti più brevi di quanto non si passi effettivamente in barca ma, anche qui, ci deve essere la “complicità” dei clienti. La logica fraudolenta è quella di poter utilizzare tutta la stagione e non limitarsi ai 42 giorni imposti dalla legge (che pure sono tanti).

Nel contratto di noleggio devono essere ben specificati i giorni di inizio, fine e complessivi di noleggio: proporre al cliente un contratto privo di queste informazioni non è indice di serietà.

Un fac simile del contratto

Per alcune stagioni ho utilizzato anch’io il noleggio occasionale con la mia barca; il contratto che ho proposto e firmato insieme al cliente lo trovi, con i miei commenti, nel post

Contratto di noleggio occasionale: un esempio concreto e commentato.

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