Vacanze in barca a vela: vi racconto la mia prima esperienza

Oggi vi voglio raccontare del mio primo approccio alle vacanze in barca a vela e di quando mi sono innamorata di questo mezzo così ecologico e sportivo, nonché divertente. Stavolta non scriverò delle Egadi ma di un altro meraviglioso arcipelago italiano, cioè le Isole Pontine, o Isole Ponziane, che si trova al largo del Golfo di Gaeta ed è composto da 6 isole, di cui la più famosa è Ponza.

Il primo impatto

L’impatto iniziale entrando nella barca per la prima volta è stato di sorpresa nel constatare di quanto spazio e quante risorse e comodità siano nascoste sottocoperta: cabine al cui interno ogni minimo angolo è ottimizzato per far spazio agli effetti personali, pensate per riporre i propri bagagli in sicurezza e ordine, senza che le proprie cose cadano da stipetti e mensole, grazie alle varie protezioni. Una pratica dinette con un angolo cottura che è comodo quasi quanto quello di casa propria, ma, ovviamente minimalista e ridotto all’osso per quanto riguarda i soliti fronzoli con cui noi donne (io, almeno) addobbiamo le nostre cucine. Comunque, la cosa che mi ha divertito di più è proprio la cucina basculante: un piano cottura e un forno che ruotano attorno a un tubo di acciaio per compensare lo sbandamento della barca. Io, che ero una neofita, sono rimasta a bocca aperta davanti a queste ingegnose soluzioni.  E poi il bagno. Il bagno delle barche a vela racchiude in un ambiente di circa un metro quadro ciò che nelle nostre case occupa almeno uno spazio dieci volte superiore. È come se tutto si potesse fare dentro un box doccia: lavandino, doccia, water. Incredibile!

La navigazione notturna

Ma le vacanze in barca a vela sono principalmente viaggio, relax e sport, tutto insieme, nel rispetto più totale della natura. E una delle esperienze più magiche che abbia mai avuto provato è stata proprio quella con cui ho iniziato questa avventura: la navigazione notturna, in una calda e stellata notte d’estate. Non potrò mai dimenticare le sensazioni che mi ha regalato la barca, in particolare quando, dopo l’uscita dal porto e l’aver issato le vele, abbiamo spento il motore e lasciato che fosse il vento il nostro propellente naturale. È nel momento in cui le tue orecchie percepiscono la fine del rumore artificiale del motore e il fischiare del vento nelle orecchie che senti che stai viaggiando nel modo più ecologico e piacevole che ci sia. E il mare è un’immensa distesa d’acqua su cui scivoli, cullato dalle onde, di cui vedi una superficie che racchiude enormi tesori al di sotto.  E voi avete mai sperimentato qualcosa di simile?

Vacanze in barca a vela: terminologia e navigazione

Per quanto riguarda la navigazione, la prima volta non è che ci abbia capito granché: cazza di qua, lasca di là, orza, poggia e issa. Aiutoooo! Quante parole difficili! E tutte quelle funi? Ah, non si dice funi? Corde va bene? No nemmeno? Oddio che ho detto? Ah ok, devo dire cime o scotte. E quali sono le une, e quali le altre? Boh? Sottocoperta, la chiglia… calo l’ancora? Ah calare non si dice per l’ancora, va bene per la pasta ma per l’ancora no. E allora come devo dire? Ok, va bene, devo dire “do fondo”… che paroloni! Insomma, quando ti immergi in un mondo nuovo ti senti un po’ spaesato, ma poi pian piano e con un buon maestro si imparano un sacco di cose e oltre a un bel po’ di termini tecnici si possono imparare i primi rudimenti della navigazione e si può aiutare lo skipper a governare (sì, si dice governare e non guidare!) la barca. E devo dire che allora inizia il vero divertimento. Insieme al mio skipper del cuore ho imparato a issare le vele, cioè a tirarle su in modo che possano catturare l’energia del vento, ho aiutato a virare e strambare, a usare i winch per demoltiplicare la forza e cose del genere e alla fine della minivacanza mi sentivo fiera di me ai massimi livelli. Che gran soddisfazione, ragazzi!

Il relax

Di natura sono attiva, ma dopo un periodo di lavoro intenso a chi non piace rilassarsi un po’? Il relax durante le vacanze in barca a vela è qualcosa di fenomenale. Provate a sdraiarvi sulla coperta di una barca lasciandovi cullare dalle onde sotto il sole: mai provato niente di più riposante? Io termino ogni vacanza in barca che mi sento rinata. Ma ancora più bello è dormire in barca, in un contesto sonoro più che naturale, in cui si sente lo sciabordio delle onde contro la chiglia della barca a cantarci la ninna nanna. Il top, per quanto mi riguarda, è proprio quando prendi un buon libro da leggere, ti rilassi nella tua cabina insieme a tutti i suoni della natura e pian piano ti si chiudono gli occhi. A quel punto puoi arrenderti al torpore disarmante alla fine di una lunga giornata attiva. Che goduria!

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